Cieli di Carta

LA SUITE

Febbraio 23rd, 2007 | Letture: 01475

La Suite
Costes
Mixed by Stephane Poumpougnac
Pschent-Wagram


Quasi una sfida definire la musica racchiusa ne “La Suite”.
L’ascolto non può limitarsi alla percezione della sola patina sonora esterna: una galassia di tonalità cromatiche è distribuita in 15 tracce.


More…Un cocktail da gustare in 78′ 29′’, assaporandone ogni singolo ingrediente, elegantemente dosato tra metropoli e savana, affascinati dalle inarrestabili capacità evocative di fondo. Sapori familiari e gusti ancestrali si adattano all’esigenza di viaggiare con l’anima su un tappeto volante intessuto di melodie elettro-lounge e pop, impreziosite da ricami futuristi e nu house.
La compilation si apre con la voce calda e velata di Doris Days, incontra la libertà del jazz di De-Phazz, trascolora nel campionamento retrò del francese “Simpatique”, in cui Pink Martini veste quasi i panni di Madonna in Dick Tracy. Nuvole di percussioni pulsanti conducono a spiagge ispaniche in un crescendo dal gusto fortemente latino in “Flyn Away” (Mo’Horizons), fraseggi di batteria scivolano dal finale all’apertura di “Lizzies Balloon” (45 DIP). Atmosfere allucinate, sfatti vocalismi scomposti, ripetitivo crescendo sixties, modulazioni e ritmiche variate solo in extremis, si fondono anticipando i segmenti mimetici di psichedelia estatica nella successiva “Palais Mascotte”, il cui invito graduale ad un danzare quasi derviscio conduce alle sfumature di “Adore” (I: Cube). L’elegante attacco dalle connotazioni ambient, si perde presto slittando su una lunga pista ghiacciata, delimitata dalle corde della malinconica allegria del “Carnaval de Sao Vicente” (Cesaria Evora), nella rilettura moderna e digitalmente ipnotica di Poumpougnac. Scorrono le immagini che ci raccontano di altri emisferi, popoli, radici, mentre sonorità afro si sciolgono nella melodia soft-pop di “You are love” (Lovetronic).
La soluzione black di “Salvation Live” (Pascal feat. Misterday) lambisce i confini di “Get a move on” (Mr. Scruff), in cui il suono vinilico e schretchoso ben s’intona al sapore di Martini di “Night over Manaus” (Boozoo Bajou). Infine una corsa in moto per l’inseguimento di “The assassin, act I” (Streetlife Originals) verso il drum & bass di Femi Kuti in “Sorry Sorry” e le suggestioni afro dub che calorosi ottoni sottolineano fino al magico e vellutato finale di “Guess I Was Fool” (Another level).
Allora? Avete prenotato il biglietto per questo tour “tuttocompreso” nel suono?
Alessandra Casamirra

La Suite

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