Cieli di Carta

Janis Joplin: un vortice di emozioni chiamato “Pearl”

Settembre 29th, 2005 | Letture: 0246

Joplin

A 35 anni dal suo addio Janis Joplin, la triste signora del blues, è per molti una stella dispersa: la sua immagine è stata indegnamente dimenticata, inesorabilmente sbiadita dal trascorrere del tempo. Fra tutti i grandi protagonisti degli anni ‘ 60 risulta essere quello più trascurato nonostante sia stata considerata la più grande interprete di blues bianco mai esistita.
Nasce a Porth Arthur, Texas, il 19/1/’ 43. Trascorre la sua giovinezza ascoltando musica di Bessie Smith e Leadbelly, si caratterizza come personaggio oltraggioso, inquieto, ribelle, ma dotato di una personalità intensa e magnetica.
La sua voce è struggente, appassionata, abrasiva.
Inizia a cantare nel 1962 con i Waller Creek Boys. Nel giugno del 1966 si unisce ai Big Brother and the Holding Company, che divengono in poco tempo uno dei più famosi gruppi californiani: la voce roca e possente di lei si integra perfettamente con il ruvido stile acid blues del gruppo. La prima grande occasione è il Festival di Monterey del ‘67, dove divide il successo con Otis Redding e Jimi Hendrix. Gli album “Big Brother and the Holding Company” e “Cheap Thrills” la portano alle stelle con brani come Ball and Chain, Piece of my Heart, e la splendida cover di Summertime, ma Grossmann (manager anche di Bob Dylan) ritiene opportuna una separazione in vista di una formazione più marcatamente soul e consona alle attitudini della cantante. Nasce così la Kozmic Blues Band che, causa insuccesso dell’album “I got dem ol’Kozmic Blues Again Mama!” lascerà presto il posto ad un ulteriore nuovo gruppo: The Full Tilt Boogie Band. Finita la registrazione di undici canzoni per l’album “Pearl” (affettuoso soprannome attribuito dagli amici) Janis arriva al capolinea: viene trovata esanime nella sua stanza al Landmark Hotel di Los angeles il 4/10/1970. A sedici giorni dalla morte di Jimi Hendrix l’eroina porta via anche lei.
L’album, pubblicato postumo come molti altri suoi lavori, esce nel 1971 e il brano Me and Bobby McGee, per ironia della sorte, decreta il successo inseguito con tanta caparbietà dalla rockwoman di Woodstock. Di Janis Joplin si è potuto conoscere solo l’inizio di quella che sarebbe stata per certo una strabiliante carriera. I media sono sempre pronti a sfruttare la morte di un grande artista. Stranamente questo non è avvenuto per Pearl. Sicuramente preferiamo così, perchè chi, anche una sola volta, ha ascoltato la sua voce, ha ascoltato “un pezzo del suo cuore” e non la dimenticherà comunque.

Alessandra Casamirra

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