“Questa parte di mondo”: Tra i poeti distanti e le filosofie c’è… Paola Turci

E’ un sorriso seducente e malcelato tra sottili fili d’ ebano quello che improvvisamente tradisce i suoi occhi di giada sospettosa…questa parte di Paola, da quando ha salutato l’inverno sembra proprio non voler rimanere più nascosta, salta fuori, allo scoperto, e ci affascina con la sua nuova conturbante solarità.
“Questa parte di mondo”, l’album pubblicato per la NUN ENTERTAINMENT, tra arte, amore, passione e disincanto, si configura come una dichiarazione di indipendenza e libertà, in cui testi introspettivi e attenti esaltano la voce vibrante, accompagnati da raffinate ed essenziali sonorità rock.
La nostra “ragazza con la chitarra” oggi come mai assume consapevolezza di se stessa, mette in gioco una sicurezza duramente conquistata, si sveste d’ogni torpore e riprende in mano le redini della propria vita, raccontandola finalmente in prima persona. Lo fa riabbracciando la sua amata chitarra, componendo le musiche per i testi custoditi nel suo cassetto, partendo dalla semplicità di dettagli e sfumature, decidendo di varcare soglie da lei inesplorate alla ricerca di nuove suggestioni, di una nuova più profonda dimensione musicale. E così nasce l’esigenza di una tournèe teatrale, per un pubblico volutamente ristretto da incontrare in un’atmosfera intima e raccolta, in cui la magia d’arte abbia origine.
La settima tappa di questo viaggio si svolge il 27 Novembre 2002, al teatro Al Massimo di Palermo.
Il sipario si apre su un’immagine forte e suggestiva: Paola è sola sul palco con la sua chitarra, immersa nella semioscurità. Intona Goodbye Voltaire, Manifesto del concept album del ‘ 91, a cui dichiara di essere particolarmente legata. Fulcro cromatico della scenografia spoglia ed essenziale il rosso dell’abito di “Mani giunte”, seducenti dettagli, tatuaggio a far capolino, stivali, Martin nella prima parte dello spettacolo, Fender Telecaster nella seconda.
Il concerto ha struttura narrativa, racconta la vita artistica di Paola e le sue intersezioni con esperienze di vita vissuta. Si suddivide in due tempi di cui il primo è un set acustico. Atmosfere intime e romantiche vedono protagonisti molti pezzi riarrangiati: una versione più dilatata dell’inquieta “Stato di calma apparente”, nuova forza nella tormentata “Via…dove”, incanto e dolcezza nei pittoreschi “Tramonti di questa stagione”. E ancora testi profondamente poetici come “Ti amerò lo stesso”, sottili come “L’uomo di ieri”, caparbi come “Volo così”, tutti in una veste nuova, illuminata dal più maturo carisma di “Qualcosa da fumare”.
Momenti sospesi alternati a sonorità acide conducono alla seconda parte dello spettacolo: il set elettrico. Temi attuali, testi brillanti. E’ la volta di “Questa parte di mondo”, “Meccanismi diabolici”, “Ringrazio Dio”, “Armata fino ai denti”, “Un bel sorriso in faccia”, mescolati a “Sabbia bagnata”, “Saluto l’inverno”, “My name’s Luka” e “Missing you”. Un ritratto in bianco e nero mostra a Paola tutta la sua disarmante bellezza. Il bongo di Cristiano Micalizzi per le atmosfere latine di “Bambini”, una sensuale coreografia per la reinterpretazione di “Io e Maria”. Doppio bis e un sogno di “Frontiera”…
Col calore di una siciliana d’adozione, cui scorre sangue tiberino nelle vene, accetta di rispondere ad un paio di domande in camerino.
“Cos’è che rimane non detto?”
“L’ipocrisia. Ciò che non permette di comprendere, inducendo a credere che in Questa parte di mondo ci siano solo buone occasioni, opportunità da sempre sognate, e che inevitabilmente porta a sbattere contro una realtà ben diversa.”
Novella Athena, armata fino ai denti in nome dell’arte, denuncia situazioni deplorevoli della società odierna, spontaneo chiederle dunque “Speranza o rassegnazione?”
“Rabbia… Tanta rabbia.” Sorride, a denti stretti, mentre pronuncia una parola che tra le sue labbra risuona, affatto priva di significato.
Alessandra Casamirra